UncategorizedEconomia circolare: tutto ciò che c’è da sapere

Decarbonizzazione e trasformazione di rifiuti in risorsa; l’economia lineare diventerà economia circolare

Negli ultimi mesi si fa sempre più strada il concetto di economia circolare, l’obiettivo da raggiungere per abbandonare il classico modello di economia lineare che fino ad ora ha caratterizzato tutti i settori del commercio mondiale.

Ma cosa vuol dire esattamente economia circolare?

Il termine economia circolare fa riferimento ad un sistema produttivo progettato e pensato per autorigenerarsi: un sistema totalmente proiettato nel panorama green dell’ecosostenibilità e della tutela ambientale, tematiche di primissima importanza nell’agenda europea che prevede cambiamenti su larghissima scala in tal senso nel prossimo decennio.

Ma come si può passare dal concetto di economia lineare a quello di economia circolare?

Il percorso, per com’è pensato il mondo oggi, non è affatto semplice.

In Europa, infatti, il consumo dell’industria chimica, dell’acciaio e del cemento si aggira intorno agli 800 kg di materiali pro capite l’anno e immette in atmosfera il 14% dei gas serra continentali. Per la sola plastica, i prodotti nuovi contengono meno del 10% di riciclato.

Il modello di economia lineare che da secoli caratterizza il mondo, almeno in gran parte, è una sorta di modello “usa e getta”, che dalla produzione passa al consumo del prodotto prima che esso venga banalmente gettato.

L’economia circolare è di fatto il passaggio mancante, il passaggio che poi va necessariamente a caratterizzare tutta la filiera produttiva nella grandissima parte dei settori: la trasformazione del rifiuto in una risorsa riutilizzabile.

Passiamo ai numeri del “se”…

Cosa accadrebbe in Europa se si riuscisse ad implementare un reale sistema di economia circolare?

Il corretto riciclo dei materiali con un’idea reale di sostenibilità al centro, porterebbe il Vecchio Continente ad una riduzione delle emissioni fino a 175 milioni di tonnellate di CO2 l’anno.

Passiamo dai numeri alla pratica…

In questo modo, entro il 2050, il 70% dell’acciaio e della plastica potrebbe essere prodotto utilizzando materie prime riciclate.

A chi gioverebbe questo cambiamento epocale?

A tutti.

Per l’ambiente sarebbe una vera e propria manna dal cielo, ma a guadagnarne sarebbe anche l’intero comparto dell’industria europea, che andrebbe a creare un vantaggio competitivo davvero considerevole.

Discorso quasi analogo per il carbonio: processi innovativi ed a bassa intensità di carbonio, porterebbero ad un ulteriore abbattimento delle emissioni per altri 200 milioni di tonnellate annue.

I costi in termini economici sono perfettamente in linea con gli obiettivi europei.

Secondo una ricerca dell’Università di Cambridge, infatti, la transizione verde dell’industria europea potrebbe costare “solo” 40-50 miliardi di euro l’anno, con una ricaduta di meno dell’1% sui prezzi di auto e costruzioni. In questo modo, secondo lo studio, l’Unione Europea riuscirà a centrare il suo obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2050.

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